La Pica: mangiare l’immangiabile

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I disturbi del comportamento alimentare

Virginia Lo Monte

La moderna classificazione diagnostica dei disturbi dell’alimentazione comprende attualmente tipi di disfunzioni psicologiche molto diverse tra loro. Tali patologie sono accomunate da un peculiare elemento: la persistenza di un comportamento alimentare caratterizzato da alterato consumo o assorbimento di cibo. Viene diagnosticato un disturbo dell’alimentazione quando tali comportamenti hanno danneggiato in maniera significativa la salute fisica e psichica del paziente. Per la diagnosi di disturbi del comportamento alimentare viene altresì valutato il funzionamento sociale della persona che manifesta tali problemi. I disordini alimentari oggi più noti sono sicuramente l’Anoressia nervosa, la Bulimia nervosa, e il Disturbo da binge-eating. I disordini alimentari includono inoltre le condotte atipiche della Pica, del Disturbo da ruminazione, e del Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo. Tali disturbi, oggi ancora poco conosciuti, sono disfunzionali, complessi e problematici tanto quanto le altre patologie. Secondo la letteratura e le più recenti ricerche i disordini alimentari non hanno un’unica origine. Essi possono nascere dall’interazione di molteplici fattori durante i rapidi cambiamenti biologici, affettivi e cognitivi tipici dell’infanzia, della preadolescenza e dell’adolescenza. Non esiste ancora una teoria completa ed universalmente riconosciuta che spieghi l’eziopatogenesi dei disturbi dell’alimentazione. La teoria più accreditata generale è quella che considera l’evento patologico della condotta alimentare atipica come l’esito di vari processi patogenetici, scaturiti da diverse interazioni tra molteplici elementi. Secondo vari studi in ambito, i disturbi alimentari possono manifestarsi come “soluzione” messa in atto per affrontare una varietà di fattori stressanti intrapsichici, familiari e ambientali.

La pica

La pica è un disturbo alimentare caratterizzato da ripetitiva ingestione di una o più sostanze non alimentari e non commestibili. Per diagnosticare la pica la manifestazione dei sintomi si deve protrarre per un periodo di almeno un mese. Inoltre i comportamenti alimentari disfunzionali devono risultare sufficientemente gravi da giustificare l’attenzione clinica. La manifestazione della pica è caratterizzata dalla persistente ingestione di una o più sostanze che possono essere di vario tipo. Possono infatti essere mangiate sostanze come carta, sapone, stoffa, gomma, ciottoli e capelli. Possono inoltre essere ingurgitate sostanze come lana, gesso, vernice, talco, ghiaccio, metallo, amido, creta, cenere e carbone. L’ingestione di sostanze deve essere inappropriata per l’età del paziente e non deve fare parte di particolari usanze culturali o sociali (APA, 2014). Le persone che soffrono di pica non hanno alcuna repulsione per il cibo o l’alimentazione. In presenza di disturbi mentali concomitanti, tale patologia deve avere un livello di gravità tale da necessitare ulteriori indagini diagnostiche. Chi presenta tale disordine alimentare di solito non manifesta anomalie mediche. Può invece accadere i pazienti affetti da pica arrivino a sviluppare severe complicanze mediche gastrointestinali. Non è stata ancora chiarita la percentuale di prevalenza della pica nella popolazione. Secondo recenti ricerche, pazienti con grave disabilità psichica presentano più spesso tale problematica rispetto a pazienti con lieve disabilità psicologica.

Caratteristiche specifiche della pica

La pica è una patologia che insorge durante l’infanzia, l’adolescenza o l’età adulta, presentandosi in egual misura sia negli uomini che nelle donne. Secondo recenti studi, il disturbo insorge più spesso in età evolutiva e in bambini con sviluppo normale. Negli adulti essa può manifestarsi in concomitanza con disabilità intellettiva e altri disturbi psicologici oppure in gravidanza attraverso impulsi incontrollabili. Sono numerosi i disturbi che possono manifestarsi contemporaneamente alla pica. In questi casi viene analizzata la possibilità della valutazione di una doppia diagnosi. Tali patologie concomitanti possono essere: disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico, tricotillomania, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo e disturbo da escoriazione. Aumentano il rischio di insorgenza della pica fattori come la mancanza di controllo degli impulsi, l’abbandono e il ritardo nello sviluppo. Per diagnosticare la pica vengono utilizzati metodi di visualizzazione delle ostruzioni per ingestione di sostanze e le analisi del sangue per valutare infezioni o intossicazioni. La pica può protrarsi per lungo tempo e causare emergenze mediche, come ostruzioni intestinali o avvelenamento. Tale disturbo, che raramente incide sul funzionamento sociale, può invece avere conseguenze significative a livello del funzionamento fisico. Inoltre, in base alle sostanze ingerite, tale problema può mettere seriamente a rischio la vita di coloro che ne sono affetti.

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