LSD

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LSD: VIAGGI ALLUCINANTI

Rametta Concetta

L’LSD (dietilamide dell’acido lisergico) è tra gli allucinogeni più potente che ci sia ed il suo consumo è vietato ovunque, nonostante questo potrebbe avere degli effetti terapeutici. L’LSD deriva dall’acido lisergico e si trova nell’apparato vegetativo del fungo Claviceps purpurea, che è un parassita delle graminacee e nello specifico della segale. In passato, proprio il consumo di pane fatto con la segale contaminata portava allo sviluppo della malattia che veniva denominata “fuoco di Sant’Antonio” ossia l’erogotismo, che oggi si chiama Herpes Zoster. Questa patologia è caratterizzata da disturbi circolatori agli arti che possono provocare, in casi più gravi la gangrena e questo è spiegato dal fatto che la tossina causa un effetto vasocostrittore, inoltre può portare anche a convulsioni e allucinazioni. La sintesi chimica della sostanza venne fatta nel 1938 da A. Hoffman, ma solo dopo 5 anni riuscì a scoprire che aveva degli effetti psicoattivi; la scoperta avvenne casualmente infatti accidentalmente un po’ della sostanza gli cadde sulla mano e divenne irrequieto ed inoltre aveva delle vertigini e alla fine decise di assumerla volontariamente, questo poi venne fatto anche da altri medici e psichiatri dell’epoca che pensavano che la sostanza potesse migliorare la psicoterapia. Inoltre, negli anni 60 gli hippy divennero consumatori abituali e poi negli anni 70 venne bandito da prima dagli Stati Uniti e poi anche dalle altre nazioni.

Il più potente allucinogeno

L’LSD è un potente allucinogeno più potente della psilocibina e della Ketamina. Di fatti bastano 20 grammi di sostanza per avere un effetto psichedelico e agisce ampliando i contenuti coscienti e vivificando l’immaginazione ed inoltre aumenta la flessibilità cognitiva. Inoltre, è opportuno sottolineare che non c’è una perdita totale di coscienza e dal punto di vista fisiologico non ci sono i cambiamenti che si verificano durante il sonno e/o l’anestesia. La sostanza fa il suo effetto circa dopo mezz’ora dalla sua assunzione e dura per diverse ore e nella maggior parte dei casi scompare solo durante il sonno. Proprio per questo diversi consumatori dopo che cessano l’uso della sostanza, hanno percezioni visive alterate che tendono a scomparire quando le persone chiudono gli occhi. Questo viene spiegato dal fatto che la sostanza aumenta la connettività tra l’area visiva primaria ed altre aree del cervello. Questo allucinogeno agisce aumentando l’intensità dei pensieri, degli stimoli interni e di quelli esterni. Si possono raggiungere degli stati mistici di coscienza che danno l’idea di essere collegati con il mondo intero, ma in tutto questo si è lucidi. Tuttavia possono presentarsi diverse sintomatologie, quali: la depersonalizzazione, percezione rallentata nel tempo, illusioni sensoriali, la labilità emotiva, sinestesie e in alcuni casi anche gli attacchi di panico.

L’LSD e l’azione sul cervello

La struttura chimica dell’LSD è similare a quella della serotonina, pertanto agisce sugli stessi recettori, principalmente 5-HT2, 5-HT1 e D2. I ricettori 5-HT2 controllano le alterazioni ricettive e percettive, perchè agiscono stimolando la corteccia prefrontale, qui vengono rilasciate delle notevoli quantità di glutammato che è un amminoacido eccitatorio, che è in prevalenza neurotossico. Proprio agendo su questi recettori è stata indotta la beatitudine, la sinestesia audiovisiva, la derealizzazione, la depersonalizzazione e l’esperienza mistica.  Invece, i recettori 5-HT1 sono responsabili degli effetti viscerali, tipo la vasocostrizione che viene usata a livello sperimentale per il trattamento delle cefalee, e la dilatazione pupillare. La stimolazione dei 5-HT1A agisce diminuendo il rilascio della serotonina e quindi svolge una funzione inibitoria, di fatti potenzia l’azione dell’LSD. Inoltre, agisce sui recettori D2 per la dopamina ed anche questi hanno un ruolo nell’insorgenza delle distorsioni cognitive e percettive.

L’LSD ha portato una connessione maggiore verso gli altri esseri umani ed inoltre si aveva una fiducia maggiore negli altri. L’uso della sostanza ha alterato la capacità di riconoscere volti temibili e ha ridotto l’attività dell’amigdala sinistra ed ha aumentato l’empatia. La sostanza ha ridotto l’integrità delle reti funzionali del cervello ed ha aumentato la connettività funzionale tra le reti che di solito non sono connesse funzionalmente. L’LSD pur non portando dipendenza fisica nè psicologica, crea la tolleranza farmacologica e questo vuol dire che a parità di dosi l’effetto diminuisce e quindi si deve aumentare la dose. Ciò nonostante dopo poco tempo, la tolleranza regredisce e questo porta alla riassunzione. Tuttavia, a causa di una disfunzione dei circuiti seratoninergici, si crea una ipersensibilizzazione, che porta a disturbi percettivi persistenti, che sono degli stressor per le persone. Inoltre, ci si è chiesti se l’uso di questa sostanza possa portare a un disturbo psicotico permanente. Quindi se l’abuso massivo della sostanza possa essere paragonato in qualche modo alla schizofrenia, cioè creare deliri, allucinazioni, alterazioni dell’umore, disfunzioni cognitive, distorte sensazioni corporee, depersonalizzazione e dèja-vu. É stato ampiamente dimostrato che da solo l’uso della sostanza non può portare alla nascita di un disturbo psicotico permanente.

LSD: cura ?

Si è pensato, già negli anni 50,che LSD potesse essere usato con successo per trattare i disturbi dell’umore e di dipendenza da alcool e da farmaci, tuttavia poi il suo uso é stato vietato. Poi, negli anni 90, gli studi sull’LSD sono ricominciati ed é stato trovato che LSD potrebbe ottenere degli ottimi risultati se impiegato nella cura della depressione. Il neuropsicologo Nutt ritiene che l’LSD non sia più pericoloso di altre sostanze di abuso quali l’alccol e l’eroina. Inoltre, ha condotto degli studi e ha notato che la sensazione di dissoluzione dell’Io e di connessione con gli altri e la natura, dipende dalla mancanza della separazione funzionale che vi è tra le diverse reti neuronali che sono impiegati in funzioni specifiche quali l’ascolto, la vista, l’attenzione ed il movimento. Rucker ha notato che LSD, può essere applicato come farmaco, anche se ancora tutto questo avviene solo in via sperimentale, per la cura della depressione maggiore unipolare. Di fatti, Rucker ha registrato un miglioramento del 80% dei pazienti. Inoltre, nei pazienti a rischio di morire che provavano ansia, l’uso della sostanza ha ridotto il livello di ansia provata, addirittura anche dopo 2 mesi dalla sospensione dell’assunzione dell’LSD.

 

 

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