Abuso di alcool e nuove modalità di assunzione

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Abuso di alcool e nuove modalità di assunzione

« Quant’è bella giovinezza / che si fugge tuttavia! »

Nella maggior parte delle culture l’alcol è la sostanza ad azione “analgesica” per eccellenza più frequentemente usata e una delle considerevoli cause di malattia e di mortalità. L’uso di alcolici è presente in ogni cultura e in ogni periodo storico, numerose sono le poesie e le opere dedicate a tale sostanza, intorno al 1490 Lorenzo Il Magnifico vi dedicò una poesia dal nome “Il trionfo di Bacco e Arianna” in cui il protagonista oltre ad essere l’alcol, tramite il Dio romano Bacco, erano soprattutto gli effetti che esso aveva soprattutto il modo in cui esso svolge un’azione inibitoria verso i freni morali delle persone e le spinge verso il famoso Carpe Diem, ovvero a cogliere l’attimo senza pensarci troppo perché “Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c’è certezza”. Il consumo di alcolici è una costante quindi nell’evoluzione dell’umo, ma in che modo sono cambiate le abitudini?

Lo stereotipo dell’alcolizzato non è più solo quello descritto da Exupery nella sua più celebre opera “Il piccolo principe” dove la persona che beveva lo faceva per dimenticare:

“<<Che cosa fai?>> Chiese all’ubriacone che stava in silenzio davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie piene.

<<Bevo.>> Rispose, in tono lugubre, l’ubriacone.

<<Perché bevi?>> Domandò il piccolo principe.

<<Per dimenticare.>> Rispose l’ubriacone.

<<Per dimenticare che cosa?>> Si informò il piccolo principe che cominciava già  a compiangerlo.

<<Per dimenticare che ho vergogna.>> Confessò l’ubriacone abbassando la testa.

<<Vergogna di che?>> Insistette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo

<<Vergogna di bere!>> E l’ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo”.

Secondo le ricerche Istat sono cambiati i modi in cui le persone consumano alcolici,  crescono i consumatori occasionali di alcol e di chi dichiara di consumarlo lontano dai pasti; inoltre cambiano anche i tipi di bevande consumate, diminuiscono coloro che consumano solo vino e birra e aumentano coloro che consumano aperitivi alcolici e superalcolici. Dato ancora più allarmante è l’età in cui i giovani, anzi i giovanissimi, iniziano a consumare bevande alcoliche, in Italia infatti questo avviene verso gli undici anni, ed è una delle più basse a livello Europeo.

Cambiano i tempi, cambiano i consumi e nascono nuove modalità di assumere alcolici come quella del “Binge drinking”  che consiste essenzialmente nell’arrivare all’ubriacatura bevendo in modo compulsivo, introducendo quantità di alcool maggiori di quelle tollerate dal proprio fisico in tempi brevi. Il Bringe drinking ha come caratteristica peculiare il bere lontano dai pasti in feste o luoghi di ritrovo. Inoltre spesso l’acool viene consumato insieme a bibite contenenti alti livelli di caffeina, gli energy drink che come indica la parola stessa, sono bevande energizzanti che contengono un alto tasso di caffeina. Gli Energy drink vengono consumati dai giovani soprattutto durante le nottate in discoteca per riuscire a “tirare fino a tardi” e non sentire la stanchezza, consumate insieme agli alcolici mascherano l’effetto depressivo dell’alcool e portano a non accorgersi del grado di ebbrezza, invitando a una ulteriore assunzione e abuso di alcool creando un circolo vizioso. Nelle varie pubblicità tutti questi effetti non vengono riportati, una delle più note bevande energizzanti promette solo che dopo il consumo questa metterà le “ali ai piedi”, ma anche le pubblicità degli altri brand di queste bevande promettono energia fisica e mentale, aumento della sensazione di benessere, miglioramento della concentrazione e della soglia di attenzione. Queste bevande associate al consumo di droga o alcol ne amplificano gli effetti. Smart drink, bevande furbe le chiamano gli addetti ai lavori nel campo della tossicodipendenza; prodotti che si rivolgono ai ragazzi ma anche agli adulti prima delle prestazioni sportive, prodotti di un marketing che nasconde il messaggio implicito che dice “Se le bevi insieme all’alcol sei più sveglio”. Un altro nuovo fenomeno collegato a quello sopra appena descritto, è quello “degli Alcopops” che consiste nella sempre maggior diffusione di bevande alcoliche dal gusto dolciastro che di solito presentano una graduazione alcolica che può variare da un massimo del 7% ad un minimo del 4%, “ il termine deriva dalla fusione delle parole alcol e pop, per indicare una modalità giovane e socialmente accettabile di bere, nascondendo in realtà un tentativo di marketing che serve per proporre al mercato una nuova immagine del bere”. Le bibite in questione, più diffuse , riguardano alcolici mischiati con succhi di frutta, spesso vengono vendute già miscelate e in esse l’odore e il sapore dell’alcol non sono facilmente individuabili. Il dato maggiormente preoccupante di questo fenomeno sono le caratteristiche del consumatore, un adolescente necessita infatti di una quantità di alcol minore per produrre un tasso ematico alto rispetto a quello di cui invece necessita un adulto inoltre queste bevande possono fare da “apripista” al consumo di alcolici con graduazioni superiori. Devastante poi è l’uso di alcolici associato a quello delle droghe, che ne amplificano gli effetti. Che avvenga seguendo vecchie o nuove mode, l’abuso di alcol è legato sostanzialmente a due motivazioni: la volontà di annullare gli stati d’animo negativi e il desiderio di integrazione nel gruppo dei pari, ragion per cui il consumi di alcolici avviene per lo più in contesti di svago e socializzazione come discoteche, pub o piazze.

 

 

 

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About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

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