Aggressività nella coppia

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Genere e dipendenza affettiva

Nelle dinamiche di coppia la dipendenza affettiva si evidenzia attraverso le manifestazioni di comportamenti aggressivi nei confronti di uno dei due partner.

La dipendenza affettiva è un fattore di rischio per entrambi i sessi, ma si rivela in modi diversi. Le donne, emotivamente dipendenti, sono più propense a ricorrere all’ostilità, al ritiro del sostegno emotivo e a provare sentimenti di colpa in situazioni conflittuali con il partner, mentre gli uomini sono più propensi ad essere possessivi e a prendere il controllo del comportamento.

Di sovente nella relazione caratterizzata da dipendenza affettiva o da i suoi sottotipi uno dei due partner va incontro ad attacchi di rabbia che sono vere e proprie esplosioni di furia distruttiva. Comportamenti aggressivi possono essere definiti principalmente come reattivi o proattivi. Gli individui che mostrano aggressività reattiva possono essere differenziati dagli individui che mostrano aggressività proattiva sulle misure di personalità e psicopatologia, così come nelle storie di aggressione, il tipo e la gravità dei comportamenti aggressivi commessi.

Quando la violenza è una costante

Quando è l’uomo ad assumere un atteggiamento aggressivo è probabilmente un insicuro, che ha bisogno di esercitare un controllo su di una partner per proteggersi dalle insicurezze della vita e delle relazioni; altre volte invece è un isterico (con tratti sadici) che necessita di una vittima da ipnotizzare e poi ferire, in una altalena da incubo, per confermarsi nella propria potenza e nella propria “vincente” insensibilità. Talvolta, in casi per fortuna molto rari, l’esplosione di rabbia può raggiungere nell’uomo la violenza fisica e il delitto: la riduzione all’impotenza e la morte della partner rappresentano allora per lui il massimo del controllo: egli punisce e “incorpora” in modo definitivo le velleità libertarie della partner.

Gli episodi di rabbia e di violenza maschile sono più riconoscibili e persino mostrate. Sono state pertanto ben esaminate e si può affermare che le dinamiche psicologiche sottese sono di una certa trasparenza, nette e ben leggibili.

Donne e aggressività

 L’ipotesi in cui sia la donna il soggetto pronto ad esplodere in incontrollabili manifestazioni di ira la situazione è più complessa, in quanto la donna, che appartiene a questa tipologia, appare spesso, in prima battuta, come una creatura innamorata e devota, persino masochista nella sua completa dedizione all’uomo. Poi però rivela di colpo il suo lato oscuro.La collera è molte volte mostrata in forma di attacchi privi di controllo, altre volte in una tendenza irrefrenabile e protratta al conflitto, altre volte ancora viene posticipata nell’esecuzione e così trasformata in una vendetta meditata e implacabile.

In questi casi, la donna può raggiungere livelli di perfidia sconcertanti. Dopo l’episodio aggressivo seguono inevitabilmente il senso di colpa, oppure, in sua assenza, gli effetti devastanti di un’azione autolesiva. La donna soffre su un piano morale, si sente rifiutata con ragione, oppure si provoca un incidente, si fa del male. Fintantoché non abbia compreso a gestire questi attacchi di collera, ne deriva che, frequentemente, li rivolge non solo al partner, ma a chi desiderano aiutarla volendole bene: familiari, amici, professionisti, la donna è condannata all’inferno della ripetizione, dell’eterno ritorno dell’identico: dinamiche che si ripetono senza requie, in un ciclo continuo e autodistruttivo; perché un messaggio non capito, un messaggio senza un ricevente, si ripete senza fine, trasformandosi in una ossessione.

L’esatta gestione di questa parte conflittuale richiede che la donna sia cosciente di ospitare dentro di sé un’aspirazione alla forza, che ella invece spesso nega e non riesce a riconoscere come la sua motivazione di base.

Cause e soluzioni

 La donna si contraddistingue, nella sua struttura di identità, da una forte sublimazione della figura maschile, non di rado legata a un padre ammirato o temuto in qualche suo aspetto e a una madre poco presente e significativa o anche disprezzata e odiata.

L’idealizzazione primaria del padre è stata conservata a un punto tale che essa viene riproposta nei rapporti affettivi adulti; sicché la donna con tale struttura di personalità è in continua ricerca dell’uomo potente, ricco, prestigioso. Tuttavia, nella dinamiche di coppia, l’uomo può compiere atti di gestione del rapporto disattenti o anche prepotenti, atti che la donna interpreta come rivelatori di un carattere egoista, insensibile, prepotente, che essendo stato “nascosto” le si palesa ora come ingannevole, quindi perverso. A questo punto la donna scopre con rabbia di essere stata ingannata e scoppia la ribellione.

Amore e terrore

La donna, assoggettata dall’amore, ha terrore di riconoscersi “legata” dall’amore; quindi fa di tutto per renderlo impossibile. Ma, poiché è accecata dall’idea di essere “innocente” e di desiderare l’amore, non riesce a vedere in quanti e quali modi riesca a rendersi insopportabile, temibile e persino di fatto pericolosa.

La dipendente rabbiosa, vittima dell’angoscia e della rabbia, può trovare conforto solo in una figura esterna, come un professionista cha sappia precisare e comprendere correttamente la dinamica e gestirla al meglio. Senza l’ausilio esterno la donna è preda di dinamiche interne senza fine.

Conseguentemente, per la stessa motivazione, attacca e fa fallire anche la psicoterapia, ritrovandosi di nuovo sola e in balia dei suoi incontrollati impulsi. La donna con questa struttura caratteriale dovrebbe dunque fare molta attenzione ai suoi incoercibili attacchi di rabbia; perché è soprattutto nella buona gestione dei sentimenti ostili che si gioca la partita della salute.

 

 

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About Author

Psicologo Clinico, esperta in Psicologia delle Dipendenze e Dottoranda di ricerca presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

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