Dipendenza e cervello

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Neuroscienze e sistema nervoso

Le Neuroscienze sono l’insieme degli studi scientificamente condotti sul sistema nervoso; abbracciano vari ambiti come le scienze cognitive, la linguistica, la psicologia, la sociologia.

Lo studio del Sistema Nervoso risale all’Antico Egitto quando con la “trapanazione” si praticava un foro nel cranio per curare mal di testa o disturbi mentali. Oggi consideriamo la dipendenza una malattia del cervello derivante da intossicazione provocata dalla droga (che sia essa da sostanza o comportamentale), modulata da fattori genetici, dello sviluppo, esistenziali. Fino a poco tempo fa si riteneva che la dipendenza coinvolgesse i processi mediati dai circuiti limbici.

 Neuroimaging e Dopamina

Recenti studi di neuroimaging (utilizzo di tecnologie di neuro immagine in grado di misurare il metabolismo cerebrale) hanno implicato zone prima poco studiate come la corteccia frontale. Quello che è emerso è l’importanza della dopamina nel processo della tossicodipendenza poiché la capacità delle droghe d’abuso, di aumentare la concentrazione di dopamina nelle regioni cruciali limbiche è considerevole.

Nel caso della dipendenza da cocaina ad esempio, la potenza della dopamina indotta dalla sostanza aumenta, mentre le priorità della sostanza diminuiscono nei soggetti dipendenti rispetto a quelli “naive”  (ingenuo, non sofisticato).

E’ stato dimostrato che l’auto somministrazione

di cocaina, porta a cambiamenti morfologici nei dendriti, nelle spine dendritiche, nella corteccia prefrontale.  L’attivazione della dopamina sopprime l’inibizione dell’amigdala attraverso la corteccia mediale prefrontale portando ad una disinibizione delle risposte affettive guidate dai sensi.

Tossicodipendenza

 Una delle caratteristiche più insidiose della tossicodipendenza è il desiderio costante di assumere sostanze anche dopo anni di non utilizzo.  I soggetti tossicodipendenti sono disposti anche a compromettere la loro vita per la ricerca della sostanza. Ad andare incontro a gravi conseguenze come ad esempio la carcerazione. La vulnerabilità alla ricaduta è un fattore importante poiché la dipendenza è causata da modificazioni permanenti delle funzioni cerebrali.

L’uso di qualsiasi droga interferisce con il normale funzionamento cerebrale, alterando percezioni, pensieri, azioni, ricordi. Ciò risulta ancor più marcato se l’uso di droghe avviene in una persona di giovane età, il cui cervello è ancora in fase di maturazione. Il cervello comincia la sua maturazione acquisendo gli stimoli del mondo esterno a partire dalla nascita, e completa tale processo solo dopo i 20 anni.

Durante questo processo le cellule cerebrali risultano particolarmente sensibili e la loro fisiologia e naturale maturazione può venire facilmente alterata e deviata dai forti stimoli provenienti dall’esterno quali quelli prodotti dalle sostanze d’abuso.

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