Flirt 2.0

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Congresso Nazionale Congiunto

Valeria Verrastro, Clarissa A. Albanese, Valeria Saladino, Lilybeth Fontanesi

In occasione del Congresso Nazionale Congiunto tenutosi a Taormina dal 27 al 29 ottobre 2016. Il Team del Bart ha partecipato con una ricerca dal titolo “Flirtare 2.0: i rischi del sexting in un campione di ragazze adolescenti in Italia”.

Il sexting

Nell’ era dell’internet 2.0, la tecnologia e i devices elettronici sono diventati uno dei principali metodi di comunicazione. Questo nuovo modo di percepire ed esperire le relazioni, ha influenzato anche il modo in cui ci si rapporta con il proprio partner e le modalità con cui si vivono le relazioni sessuali. Soprattutto tra i giovani,  scambiarsi contenuti erotici online è diventata una pratica comune, vengono inviate fotografie, video, contenuti di vario genere con lo scopo di eccitarsi ed eccitare l’altro. Negli ultimi anni, la ricerca si è occupata di studiare questo fenomeno, evidenziando le possibili ricadute sulla salute, arrivando a risultati spesso discordanti.

La ricerca

La ricerca nasce dalla necessità di indagare gli aspetti che vedono coinvolti i giovani, nello specifico del sexting.

Obiettivi: Il presente lavoro ha come obiettivo quello di analizzare le differenze nelle variabili di autostima, salute sessuale e cyber-bullismo, tra chi fa e chi non fa sexting, evidenziando i possibili rischi, in un campione di ragazze adolescenti.

Campione: la batteria è stata somministrata a 691 studentesse (14-19 anni, M= 17,23; DS= 1,45) delle Scuole medie superiori delle province del Lazio meridionale.

Strumenti: le partecipanti hanno compilato un questionario socio-demografico, Sexting Behaviors Scale (SBS) per valutare il comportamento di sexting, il Sociocultural Attitudes Towards Appeareance Questionnaire-3 (SATAQ-3) composto da 4 sottoscale, relativo all’adesione ad uno stereotipo proposto dai media, il  Test Multidimensionale dell’Autostima (TMA), ed questionario costruito ad hoc per indagare i comportamenti di cyberbullismo.

Risultati e rischi

Su campione totale di 691 studentesse 500 partecipanti hanno riferito di aver fatto sexting almeno una volta, inviando proprie immagini erotiche tramite social network (97.6%). Questa parte di campione, rispetto alle partecipanti che non fanno sexting, ricorre meno alla contraccezione (χ²=4.67, p>.01), facendo più spesso uso della pillola del giorno dopo (χ²= 3.36, p< .05). E’ emerso che chi fa sexting è più spesso vittima di cyberbullismo (χ²=9.57, p<.01) e ha minore autostima nell’area familiare (t=-2.788, p<.01) ed emotiva (t=-2.484, p<.05).

Nonostante il campione limitato, è possibile concludere che, se effettuato nel rispetto dei propri desideri e con la consapevolezza dei rischi che il mettere le proprie immagini online comporta, il sexting può essere un comportamento che rinforza il legame all’interno della coppia. Tuttavia, soprattutto nelle ragazze più giovani, i professionisti della salute dovrebbero attuare dei progetti in grado di evidenziare i rischi (soprattutto il cyberbullismo a sfondo sessuale e le conseguenti ricadute psico-emotive), che il diffondere le proprie immagini e conversazioni erotiche comporta.

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About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

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