Gioco d’azzardo: un problema sociale e adolescenziale

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Gioco d’azzardo: un problema sociale e adolescenziale

tradotto da Fiorenza Giordano

Il Disturbo da gioco d’azzardo (GD) è la prima ed unica “dipendenza comportamentale” riconosciuta dalla quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Il gioco d’azzardo consiste nel rischiare qualcosa di valore nella speranza di guadagnare qualcosa di valore superiore ed è un comportamento comune e prevalente tra i giovani; l’enorme diffusione di sale da gioco e la loro immediata accessibilità consentono maggiori opportunità di giocare e producono un aumento del numero dei minorenni coinvolti nel gioco d’azzardo.

Esaminando la correlazione tra gioco d’azzardo e adolescenza, è necessario sottolineare che non tutti i giovani giocatori sono problematici. Infatti, similmente agli adulti, il gioco d’azzardo patologico nei giovani può essere considerato come una continua oscillazione tra il non-gioco, il gioco sociale, il rischio di gioco d’azzardo, fino a un problema patologico. La maggior parte dei giovani che gioca, lo fa per divertimento, e non ha sperimentato in quest’ambito alcuna conseguenza dannosa, gioca in modo relativamente saltuario, dedicando a quest’attività un periodo di tempo ragionevole, non manifestando alcuna difficoltà a smettere di giocare. Tuttavia una piccola ma significativa percentuale di giovani (approssimativamente dal 4 all’8%) perde il controllo sulla sua attività di gioco e riporta gravi problemi a esso correlati. Il numero di adolescenti che giocano è in aumento oscillando dal 50 al 90% di cui il 10-15% è ad alto rischio di sviluppare un problema di gioco d’azzardo. Una recente meta-analisi condotta da Nowak e Aloe ha preso in esame 18 studi internazionali effettuati tra il 2005 e il 2013 sul legame tra gioco d’azzardo patologico e studenti del college; essi hanno riscontrato che approssimativamente il 10% degli studenti rientrava nei criteri di gioco d’azzardo patologico. Le percentuali del problema di gioco d’azzardo tra gli adolescenti sono da 2 a 4 volte superiori rispetto agli adulti; inoltre un adolescente che gioca d’azzardo ha una maggiore probabilità di accostarsi all’alcol o ad altre sostanze.

Il gioco d’azzardo nell’adolescenza è più comune tra i maschi i quali, rispetto alle femmine, sono anche più a rischio di manifestare comportamenti di gioco d’azzardo patologico. I giovani giocatori problematici iniziano a giocare per la prima volta ad un età media di 12 anni, più precocemente dunque rispetto al primo utilizzo di droghe e il passaggio da giocatore sociale a giocatore problematico è estremamente rapido. In uno studio del 2000, Derevensky & Gupta hanno individuato le principali problematiche che si riscontrano nei giocatori adolescenti, evidenziandone alcuni aspetti, tra cui: rincorrere le perdite, mentire, prendere soldi da un membro della famiglia senza che se ne accorga o, anche, utilizzare i soldi per i pasti per giocare, saltare la scuola per giocare.

Numerosi sono i fattori di rischio possono contribuire all’insorgenza del gioco durante l’adolescenza, tra cui: la vulnerabilità adolescenziale dovuta al processo di sviluppo del cervello durante questo periodo, fattori ambientali, familiari e caratteristiche individuali. Per quanto riguarda il ruolo della famiglia, i genitori possono incoraggiare i giovani a giocare procurando opportunità di gioco a casa o mostrando tolleranza verso i minorenni che giocano d’azzardo. Inoltre, avere una storia familiare di dipendenza comporta un alto rischio di svilupparla. Anche il gruppo dei pari svolge un ruolo importante, essere inseriti in un gruppo di coetanei che utilizza il gioco come strumento di socializzazione rappresenta un elevato fattore di rischio per iniziare a giocare d’azzardo durante l’adolescenza.

Caratteristiche individuali, quali, l’essere spericolati, impulsivi, eccitabili sono comuni nei potenziali giocatori d’azzardo patologici. Sono molteplici i motivi che possono indurre gli adolescenti a giocare: una ricerca di Neighbors et al. analizzando le motivazioni che avvicinano gli studenti del college al gioco d’azzardo, ha rivelato che la maggior parte di loro gioca d’azzardo per soldi, per divertimento, per ragioni di socializzazione, per eccitarsi o semplicemente per avere qualcosa da fare; un’altra ricerca focalizzata sugli obiettivi e i metodi dei giocatori minorenni ai casinò, ha individuato che le ragioni principali che inducono i minorenni a giocare d’azzardo rispetto a quelle degli adulti sono l’accessibilità all’alcol e l’elemento di proibizionismo proprio del gioco d’azzardo. Un’altra prospettiva considera il gioco d’azzardo come un meccanismo di coping in risposta agli eventi stressanti della vita; è importante sottolineare che, l’adolescente con un problema di gioco d’azzardo patologico ha sperimentato nel corso della propria vita situazioni molto più problematiche rispetto ai non giocatori e che, in generale, quando il gioco d’azzardo diventa patologico, aumenta la probabilità di sviluppo di una depressione, di ideazioni e tentativi di suicidio rispetto agli adolescenti che non hanno un problema di gioco d’azzardo patologico. Anche problemi familiari o difficoltà nella gestione delle relazioni inter-personali sembrano essere fortemente correlati al contesto del gioco e all’aumento dei disturbi comportamentali. Per quanto riguarda il ruolo della spiritualità nella motivazione a giocare d’azzardo in età adulta, Rosenthal (1992) parla del gioco d’azzardo come di uno “strumento simbolico” che consente ai giocatori un contatto metafisico con il divino, al fine di sperimentare la sua approvazione e la sua protezione così come di entrare in contatto con la propria dimensione intra-psichica; questa prospettiva potrebbe essere ancora più appropriata riguardo alle cause del gioco d’azzardo patologico nell’adolescenza, intendendo il gioco come un mezzo per trascendere se stessi, connettersi con un’altra dimensione, alla ricerca di approvazione e protezione. Un ulteriore, importante aspetto che sta alla base della correlazione tra giovinezza e gioco d’azzardo ha a che fare con l’avanzamento della tecnologia che sta modificando la natura di molte tipologie di gioco d’azzardo; lotterie interattive, scommesse telefoniche, accessibilità e familiarità con internet e così via, semplificando l’accesso a giochi interattivi che, nel corso degli ultimi anni, è drammaticamente aumentato.

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About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

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