Il Gioco che non è più gioco

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Il gioco che non è più gioco

Negli ultimi anni il campo delle dipendenze “classiche” si è esteso, lasciando spazio alle “nuove” dipendenze. Ma cosa si intende per “nuove dipendenze”? É un termine che si usa per indicare quei comportamenti in cui non è coinvolta alcuna sostanza chimica, ma un atteggiamento o un’attività socialmente e legalmente accettata.

Stanno prendendo piede la dipendenza da internet, da shopping compulsivo, da gioco d’azzardo. Il termine azzardo deriva dall’arabo az-zahr, che significa dado e consiste nello scommettere beni, ad esempio denaro per un evento futuro.

Ogni tipo di dipendenza comportamentale/psicologica viene indicata con il termine inglese “Addiction” e provoca cambiamenti fisiologici nel cervello specifici.

 

Dipendenza e carattere

Il comportamento del dipendente è caratterizzato da perdita di controllo sulla realtà e dall’impossibilità di resistere alla tentazione di metterlo in atto. A questo si unisce la sensazione di tensione/eccitazione a cui poi si susseguono i sensi di colpa e il piacere di aver finalmente messo in atto quel comportamento. Ciò che è importante evidenziare è che una qualsiasi dipendenza comportamentale causa gli stessi effetti negativi sull’individuo di una dipendenza da sostanza. Recentemente il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) ha inserito le dipendenze comportamentali nei “disturbi non correlati a sostanza”.

Perché si dipende

Per considerare una persona dipendente la sostanza o comportamento deve soddisfare il bisogno del piacere e della trasgressione, intesa come diversità rispetto al resto. Qualora venissero soddisfatti questi bisogni, la sostanza o comportamento diverrà protagonista della vita dell’individuo. Alcuni studi riconducono l’inizio di comportamenti dipendenti all’età adolescenziale, ovvero in quella fascia d’età che va dai 15 ai 25 anni. I giovani adolescenti hanno il desiderio di sperimentare sensazioni nuove, esplorando i propri limiti, mettendosi alla prova, a volte, in attività che hanno un rischio di dipendenza piuttosto alto.

Andando a ritroso nel tempo viene fuori che durante l’infanzia ci sono livelli elevati di dipendenza, inizialmente in maniera totale con la madre; per poi diventare gradualmente più paritario.

In conclusione potremmo ipotizzare un possibile collegamento fra la dipendenza e la mancanza di “sicurezza” dovuta a una carente relazione con le figure di riferimento.

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