Internet Addiction Disorder e neuroscienze

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Internet Addiction Disorder e neuroscienze

Angela Alampi*

L’Internet Addiction Disorder (altrimenti definito “Disturbo da Dipendenza da Internet”) è una delle nuove forme di dipendenza patologica che ha catturato l’attenzione della comunità scientifica. Si tratta di un disturbo in notevole espansione, in quanto l’utilizzo delle nuove tecnologie viene effettuato sempre più da persone di tutte le età, dai pre-adolescenti agli adulti e alla terza età. L’Internet Addiction Disorder si configura come un disturbo del controllo degli impulsi (che non sfocia nell’abuso di alcol o sostanze), caratterizzato da un utilizzo smodato ed incontrollato di Internet, il quale comporta la compromissione significativa del funzionamento della persona affetta nelle varie sfere di vita personale, sociale, affettiva, relazionale, lavorativa. Per tale ragione, tale dipendenza patologica mostra degli elementi in comune con altre sindromi psichiatriche, tra cui la Depressione, il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, la Fobia sociale, la Dipendenza da Sostanze: essi sono il craving, l’astinenza, la tolleranza, l’impulsività, l’estrema difficoltà a sospendere o a modulare l’utilizzo della rete nonostante la compromissione del funzionamento globale della persona.

Studi di neuroimaging (fMRi, PET, SPECT, VBM, DTI) relativi all’Internet Addiction Disorder hanno rilevato alterazioni nella struttura e nel funzionamento delle aree cerebrali deputate al controllo delle capacità cognitive di attenzione, di decisione, di memoria e dei processi emotivi, evidenziandone le affinità con altri disturbi, tra cui il Disturbo da Dipendenza da Alcol e Sostanze.

L’attivazione, infatti, della corteccia prefrontale dorsolaterale, della corteccia orbito-frontale, del giro para-ippocampale, del cingolato e del talamo al momento dell’esposizione della persona allo stimolo è risultata analoga sia nel caso della dipendenza dai videogiochi online sia nel caso del gioco d’azzardo patologico sia nel caso della dipendenza da sostanze.

L’Internet Addiction Disorder, inoltre, comporta l’alterazione dei circuiti implicati nella regolazione della ricompensa e della punizione, che si esplica nell’iperattivazione della corteccia orbito-frontale quando si esperisce una vincita e nell’ipoattivazione della corteccia cingolata quando si vive una sconfitta. La corteccia orbito-frontale è l’area cerebrale deputata a modulare il rapporto tra un comportamento positivo e la relativa ricompensa; la corteccia cingolata è implicata nella regolazione del rapporto tra un comportamento che arreca dolore e la conseguente risposta emotiva. L’elevata attivazione della corteccia orbito-frontale nelle persone affette da Dipendenza da Internet rispetto alle persone senza alcuna dipendenza pare legata ad una eccessiva percezione di controllo e ad una forte sensazione di gratificazione quando si esperisce una vincita. La ridotta attivazione della corteccia cingolata delle persone dipendenti da Internet, invece, è probabilmente legata alla loro minore sensibilità verso le emozioni negative che può comportare una perdita monetaria.

Studi di neuroimaging hanno mostrato che l’Internet Addiction Disorder comporti, oltre all’alterazione dei circuiti implicati nell’elaborazione della ricompensa, un deficit delle aree cerebrali coinvolte nel controllo degli impulsi.

Nelle persone dipendenti da Internet tende a verificarsi un’alterazione della corteccia prefrontale ventro-mediale e dello striato, analogamente a quanto accade nelle persone dipendenti da sostanze: ciò supporta l’ipotesi secondo cui tra le diverse forme di dipendenza patologica vi siano i medesimi meccanismi neurali e deficit nel sistema del controllo degli impulsi. Attraverso tecniche di neuroimaging sono state, inoltre, evidenziate delle alterazioni nella struttura, nel volume e nel peso della materia grigia nelle persone affette da Dipendenza da Internet, riconducibili ad una scarsa funzionalità del trasportatore della dopamina nel corpo striato e indicatori di un deficit del sistema dopaminergico cerebrale e, quindi, di tale area cerebrale, in conformità con quanto si verifica nelle altre forme di dipendenza.

A lungo andare, la Dipendenza da Internet tende a ledere gravemente le capacità individuali di controllo cognitivo, sfociando in veri e propri deficit del controllo del movimento. Tale assunzione viene supportata da evidenze neuroscientifiche che mostrano la presenza di cambiamenti strutturali della materia bianca in persone dipendenti da Internet rispetto a persone non dipendenti. Trascorrere molto tempo a giocare on-line aumenta il controllo individuale degli arti superiori al punto da modificare strutturalmente la capsula interna, implicata nel controllo del movimento volontario e nella ricezione della sensibilità del corpo, e aumentando la rigidità e la robustezza dei fasci di fibre che la compongono. Al contrario, la debolezza dei fasci di fibre registrata nella parte destra dell’ippocampo, implicata nei processi di memorizzazione delle informazioni ambientali, è alla base dei deficit della memoria di lavoro e dell’orientamento spaziale dei dipendenti da Internet.

Gli studi di neuroimaging condotti fino ad oggi hanno consentito di comprendere quali aree cerebrali siano implicate nel mantenimento dell’Internet Addiction Disorder, quali siano le ricadute cerebrali e comportamentali di tale patologie e la natura di questa forma di dipendenza. E’ stato, inoltre, possibile evidenziare le analogie tra questa nuova tipologia di dipendenza patologica ed altre già ben note, come la Dipendenza da Alcol e Sostanze. Sarebbe, tuttavia, auspicabile procedere nella direzione di altri studi neuroscientifici al fine di individuare delle efficaci forme di trattamento e prevenzione di tale disturbo.

* Psicologo, Istituto per lo studio delle psicoterapie ISP

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About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

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