Droghe e conseguenze

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LE DROGHE E LE “LESIONI” FRONTALI

Concetta Rametta

L’uso delle droghe crea delle “lesioni” frontali, cioè compromette il funzionamento delle aree prefrontali. Si parla di aree frontali, perché la corteccia frontale si può sostanzialmente dividere in tre aree, ognuna delle quali ha una funzione diversa:

  • Laterale: questa svolge un ruolo importante nei compiti di ragionamento, nel controllo del comportamento volontario e nella manipolazione delle informazioni spaziali e verbali;
  • Orbitaria: è costituita da una porzione laterale ed una porzione mediale; la porzione mediale gioca un ruolo importante nella presa di decisioni finalizzate ad uno scopo, nei processi affettivi ed emotivi, di fatti è connessa con le strutture limbiche. La porzione laterale rappresenta un’area multimodale, che elabora le informazioni sensoriali provenienti dalle aree associative unimodali;
  • Mesiale: è stata suddivisa in una regione dorsale, in una regione anteriore ed in una inferiore; la regione mediale insieme con le aree orbito mediali, svolgono un ruolo importante nella regolazione delle emozioni e del comportamento; mentre la regione dorsale è coinvolta nella regolazione della motivazione, nell’elaborazione delle informazioni conflittuali e nel’inibizione degli stimoli o attività interferenti. Fondamentalmente i problemi che possono essere causati dalle “lesioni” cerebrali dovute alla droga sono di due tipi: possono essere legati all’alterazione del comportamento e dello stare con gli altri, oppure possono essere dovuti a dei deficit cognitivi veri e propri, come appunto la difficoltà nel pianificare.

Le droghe e la TOM

L’uso delle sostanze di abuso costituisce un notevole onere sociale e sanitario, anche perchè non si può non tenere conto che queste persone sono più propense ad essere coinvolti in atti criminali e violenti. Inoltre, hanno probabilità maggiore di avere delle comorbidità psichiatriche, nello specifico disturbi di personalità antisociale, inoltre si è visto che questo si verifica di più con il crack. Tutto ciò è stato dimostrato anche grazie agli esperimenti fatti sugli animali, in particolare sui topi che mostrano, dopo l’uso di droghe, una ridotta interazione sociale, oltre che deficit di memoria di lavoro e presentano alcuni sintomi che hanno le persone schizofreniche. Questo si spiega tenendo conto delle alterazioni neurochimiche, molecolari e comportamentali, che sono simili a quelli dei soggetti schizofrenici. Inoltre si è visto che l’uso di droghe in generale e l’uso di cocaina in particolare, ha delle influenze sulla teoria della mente e queste difficoltà sono correlate alla gravità della tossicodipendenza. Di fatti più è grave la dipendenza e peggiori saranno i loro esiti sociali, nel senso che hanno sempre più difficoltà nel rapportarsi con gli altri uomini, questo chiaramente rientra nella teoria della mente. Con il termine teoria della mente (TOM, theory of mind) si intende l’incapacità di empatizzare con l’altro e di mettersi nei panni degli altri, e questo non solo sul piano cognitivo ma anche è soprattutto sul piano emotivo. Questo è fondamentale per comprendere le conseguenze che hanno i propri comportamenti ed è questo che poi porta ad assumere dei comportamenti antisociali, cioè non riescono a mentalizzare lo stato mentale proprio ma neanche quello altrui. Si è dimostrato grazie alle tecniche di neuroimmagine il coinvolgimento, nella teoria della mente, della corteccia frontale mediale ed in particolare della regione anteriore che si attiva in compiti sociocognitivi e di mentalizzazione. Proprio questa parte della corteccia ci consente di riflettere ed interpretare le emozioni e le azioni proprie ed altrui. Ci sono vari studi che confermano questo tipo di compromissione. Oltre a ciò, si vede che le strutture che sono compromesse nei tossicodipendenti sono coincidenti con quelle che sono fondamentali per la teoria della mente. Tuttavia è opportuno approfondire gli studi in tal senso, anche attraverso l’uso delle moderne tecniche di neuroimmagine.

PROBLEMI DI MEMORIA

La droga può portare a dei problemi di memoria anche se non in senso stretto, dato che il problema è più di codifica o di recupero e non di immagazzinamento, cioè mancano le strategie che consentono alla persona di recuperare le informazioni. Questo lo si può vedere anche nella vita di tutti i giorni, la difficoltà nel ricordare la cosa ma poi dando un cue esterno la persona ricorda. Ci sono diversi studi che anno dimostrato questo, con l’uso di tecniche di neuroimmagine si è dimostrato che è la corteccia prefrontale laterale che porta a un’incapacità di pianificazione e una difficoltà nella messa in atto di strategie. Questi studi, hanno coinvolto persone che abusavano cronicamente di cocaina e si vede che la loro prestazione è peggiore rispetto a coetanei che hanno la stessa scolarità e non usavano droghe. Si nota che nonostante il punteggio sia patologico alle parole di Rey lo è per la rievocazione libera, infatti al riconoscimento la loro prestazione è migliore, oltre a ciò nella rievocazione immediata il loro punteggio è inferiore a quello della rievocazione differita (anche se è bene chiarire che il loro punteggio è sempre patologico).

La loro difficoltà di pianificazione si è riscontrata anche in compiti non verbali come il test dell’orologio e la figura di Rey.

Ma la cosa che sorprende è che deficit di pianificazione sono stati riscontrati anche in adolescenti, le cui madri avevano fatto uso di cocaina durante la gravidanza, cosa che nei loro coetanei non si è riscontrata. Con gli studi di neuroimmagine si vede che il giro frontale centrale di sinistra (BA 6) è meno sviluppato, rispetto ai coetanei ed inoltre, è presento un numero di sinapsi inferiori.

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