Nalmefene, disturbi alcol-correlati e sindromi depressive maggiori

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Nalmefene, disturbi alcol-correlati e sindromi depressive maggiori

Secondo la Spanish Association for Dual Pathology (Sociedad Espan̂ola de Patologia Dual), un terzo dei pazienti con patologia duplice risponde a criteri diagnostici per episodi di depressione maggiore. Sebbene gli antidepressivi possono ridurre i sintomi della depressione non sono necessariamente efficaci nel ridurre l’abuso di sostanze. Il Nalmefene mostra un’azione antagonista ai recettori degli oppioidi e agisce come agonista parziale dei recettori dell’oppioide del tipo kappa. In due studi pubblicati in 6 mesi il Nalmefene ha mostrato di ridurre la quantità totale del consumo di alcol e il numero di giorni di abbuffate alcoliche e di migliorare la funzione epatica e lo status clinico in pazienti con dipendenza dall’alcol. Il principale obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’efficacia e la tollerabilità del nalmefene nei disturbi alcol-correlati legati a un disturbo depressivo importante.

Il campione è costituito da undici pazienti di sesso maschile di età compresa tra i 35 e i 50 anni con una diagnosi di base di disturbo alcol-correlato e depressione in parziale remissione trattati con sertralina 100-150 mg/24h in un unico dosaggio in conformità con il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 5° edizione(DSM 5). Ai pazienti è stato raccomandato di assumere una compressa (nalmefene 18 mg/24h) ogni giorno in cui percepivano il rischio di assumere alcol, preferibilmente 1-2 ore prima di bere. In base al protocollo i pazienti sono stati controllati dopo  quattro e otto settimane:

Alcohol use (Timeline Follow-back, TLFB. È stato utilizzato il Timeline Follow-back per ottenere stime sull’assunzione quotidiana di alcol e per registrare il consumo di farmaci).

Alcohol craving (desiderio di alcol) (Analogical visual scale, AVS).

Hamilton Rating Scale for Depression (HRSD)

Self-report of side effects (auto resoconto sugli effetti collaterali).

A ciascun paziente è stato garantito un colloquio motivazionale e un supporto psicologico al fine di sostenerli nella modifica dei loro comportamenti e di migliorare la loro fiducia nel trattamento. Possibili obiettivi del trattamento sono la riduzione e l’astinenza.

Dopo un mese di trattamento il numero dei giorni in cui si è assunto alcol (HDDs, heavy drinking days) si è ridotto da 19 a 5 giorni al mese, e a 3 giorni dopo otto settimane di trattamento. Il consumo totale di alcol (Total alcohol use, TAU) si è ridotto da 108g a 32 g al giorno dopo un mese e a 12g al giorno dopo due mesi (due pazienti sono diventati astemi dal primo mese di trattamento). Il desiderio di alcol è diminuito in media da 9.8 a 2.6 dopo otto settimane. Il punteggio della Hamilton Rating Scale è diminuito da 16.8 a 8.2 all’ottava settimana. Il 75% dei pazienti riferisce di aver riscontrato lievi effetti collaterali all’inizio del trattamento (generalmente disturbi digestivi).

In questa ricerca, il nalmefene si è dimostrato efficace nella riduzione dell’abuso di alcol ed è stato ben tollerato da pazienti con duplice patologia compresa la depressione. Pertanto con questo farmaco è stato raggiunto un miglioramento. Per l’alcolismo abbiamo dunque a disposizione un nuovo approccio farmacologico che associato a un breve intervento psicosociale sembra essere praticabile, affidabile ed efficace.

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About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

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