Personalità e gioco d’azzardo

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Dimensioni temperamentali e caratteriali nel gioco d’azzardo

Un approccio dimensionale alla personalità del giocatore d’azzardo patologico può aiutarci a distinguerlo da un giocatore d’azzardo non patologico. Alcuni tratti di personalità sono prettamente caratteristici dei giocatori d’azzardo patologici, tuttavia, distinguere questi ultimi dai giocatori d’azzardo non patologici, spesso, non è troppo semplice; in tal senso, può essere utile ricorrere ad un approccio dimensionale della personalità. Quest’ultimo, infatti, in contrasto all’approccio categoriale, presuppone l’esistenza di un continuum tra psicopatologia e range di normalità, inquadrando così i disturbi di personalità come degli estremi maladattivi di normali dimensioni della personalità.

La presenza di disturbi di personalità in comorbilità ad altri disturbi psichiatrici, è spesso associata a scarsa risposta terapeutica e peggior prognosi a lungo termine e, alcuni aspetti della personalità, possono predisporre un individuo alla modifica o all’esacerbazione della manifestazione clinica di un qualsiasi quadro psichiatrico. Nel caso del gioco d’azzardo, ad esempio, tali aspetti di personalità, possono, ipoteticamente, determinare la degenerazione di un comportamento di gioco sociale, fino ad un estremo maladattivo.

Rimanendo in tema di gioco d’azzardo, dunque, talune dimensioni della personalità, possono predisporre il soggetto allo sviluppo di una dipendenza, configurandosi come veri e propri fattori di rischio. Un’attenta valutazione dimensionale alla personalità dei soggetti affetti dal problema del gioco d’azzardo patologico, non solo ci aiuta a distinguerli dai giocatori sociali, ma è fondamentale per le sue importanti implicazioni a livello terapeutico. Le variabili di personalità più frequentemente riportate in associazione con il gioco d’azzardo patologico, le ritroviamo, spesso, associate anche ai vari disturbi da uso di sostanze, con valori molto più alti rispetto ai controlli sani.

Il modello di Cloninger e le dimensioni temperamentali nel gambling

Tra gli approcci dimensionali, il modello psicobiologico di Cloninger (1986;1993), presuppone che entrambi i fattori genetici e ambientali, possano influire sullo sviluppo di una specifica vulnerabilità di personalità che potrebbe condurre, a sua volta, allo sviluppo di una dipendenza o di un disturbo impulsivo-compulsivo. Secondo il modello, il temperamento si manifesterebbe in giovane età e riguarderebbe l’apprendimento pre-concettuale o inconscio, mentre il carattere rappresenterebbe l’apprendimento concettuale o basato sulla consapevolezza di auto-concetti, che maturano in età più adulta e sono svincolati da particolari processi biologici. A seguito del Tridimensional Personality Questionnaire (TPQ), il nuovo strumento ideato da Cloninger per determinare quale caratteristica di personalità è in grado di influenzare lo sviluppo di un habitus patologico rispetto ad una condizione sociale è il Temperament and Character Inventory (TCI).

Tra le dimensioni temperamentali del modello di Cloninger,  alcuni studi hanno messo in luce come nei giocatori d’azzardo patologici la Novelty Seeking (NS) fosse significativamente più elevata e l’Harm Avoidance (HA) significativamente più bassa rispetto a dei controlli sani. La NS è descritta come un bias ereditabile nell’attivazione di comportamenti quali: l’attività esplorativa in risposta alle novità, il processo decisionale impulsivo, stravaganza in risposta a segnali di ricompensa, rapida perdita della calma e bassa tolleranza alle frustrazioni. L’HA definisce, invece, un’eccessiva preoccupazione in previsione di problemi futuri, ma anche una tendenza all’inibizione in risposta a stimoli avversi, tesa ad evitare il danno. L’estremo ottimismo del giocatore patologico di vincere al gioco d’azzardo, rende ragione del HA basso nei giocatori patologici; tuttavia, secondo Cloninger, chi ha, invece, un HA alto tende ad essere insicuro e pessimista anche in situazioni che non preoccupano gli altri, e dunque, non solo relativamente al gioco.

 

La Novelty seeking e la self transcendence

Se la Novelty Seeking e, in parte, l’Harm Avoidance ci aiutano a distinguere un giocatore patologico da un soggetto sano, la dimensione temperamentale che, insieme alla NS, ci aiuta di più nel discriminare un giocatore patologico da un giocatore sociale è la Self-Transcendence (ST), ossia l’auto-trascendenza. Con uno studio del 2006, viene sottolineato come la NS sia l’unico fatto temperamentale in grado di discriminare tra giocatori patologici da giocatori sociali e dai controlli sani; la NS, come caratteristica temperamentale ereditabile, può essere considerata come un tratto comorbile pre-esistente, una base genetica per la suscettibilità alla dipendenza che svolge un ruolo significativo nel passaggio dal consumo di sostanze stupefacenti, o da un uso cronico, alla dipendenza; nel caso del gambling, dunque, potrebbe rappresentare uno dei fattori responsabili del mutamento da una condizione di gioco d’azzardo ricreativo o sociale al comportamento patologico di dipendenza.

Lo stesso studio, nel 2006, evidenziò, altresì, come nei giocatori d’azzardo, la dimensione temperamentale della ST fosse in relazione positiva di dipendenza con la gravità del problema, mostrandosi maggiormente presente nei giocatori patologici rispetto ai giocatori non-patologici e ai soggetti sani. A tal proposito, è stato ipotizzato che le credenze irrazionali sono considerate svolgere un ruolo fondamentale nel mantenimento del comportamento di gioco d’azzardo; altri ipotizzano che il gioco d’azzardo rappresenti un veicolo simbolico che permette al giocatore di comunicare con il divino e testare la sua approvazione e protezione. Specifiche dimensioni temperamentali e caratteriali della personalità (soprattutto Ns e ST), dunque, insieme ad altri specifici fattori, sono tipicamente associate al gioco d’azzardo patologico e, individuarle, può permetterci di identificare una personalità a rischio in modo tempestivo, assumendo un valore preventivo, e anche terapeutico, molto importante.

Bibliografia

Martinotti G, Andreoli S, Giametta E, Poli V, Bria P, Janiri L. The dimensional assessment of personality in pathologic and social gamblers: the role of Novelty Seeking and Self Transcendence. Comprehensive Psychiatry 47 (2006) 350–356.

Cloninger CR. A unified biosocial theory of personality and its role in 
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About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

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