Sexting: “scambiamoci i corpi”

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Sexting: conosciamo

Il termine “sexting” deriva dall’incrocio di due parole di origine inglese: “sex” (sesso) e texting (inviare messaggi). Fa riferimento allo scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e/o video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione di questi tramite via telematica, attraverso diversi canali quali chat, social networks, internet e varie app, mediante l’utilizzo, quindi, di differenti mezzi informatici (pc, tablet, smartphone… wikipedia sexting). Uno studio americano del 2009 condotto dal Pew Research Center di Washington ci fa vedere come questo fenomeno possa essere diviso in diverse categorie:

  • Scambi di immagini e testi tra due partner
  • Scambi di immagini e testi che coinvolgono anche persone esterne alla relazione
  • Scambi di immagini e testi tra persone attualmente non in relazione, ma dove almeno uno dei due intende entrare in relazione con l’altro.

Soprattutto nel mondo occidentale parliamo di una vera e propria moda che coinvolge principalmente i giovani, partendo dai giovanissimi, anche in Italia ovviamente, come si può vedere ad esempio da questo articolo pubblicato recentemente. Una delle conseguenze negative correlate al sexting è che queste immagini, anche se inviate originariamente ad una sola persona o ad una ristretta cerchia di persone, in seguito si possono diffondere in modo incontrollabile e creare seri problemi alla persona ritratta. Questo richiama in modo importante al tema dei diritti sessuali, specificamente al diritto alla privacy sessuale. L’Associazione Mondiale di Sessuologia (WAS) nel 2014 ha rivisto la dichiarazione dei diritti sessuali, inserendo tra gli altri, appunto, il diritto alla privacy sessuale, inteso come un obiettivo della promozione del benessere sessuale nel nostro millennio. Al seguente link potete trovare delle indicazioni su come difendere la vostra privacy: https://www.plannedparenthood.org/teens/relationships/sexting-the-internet-and-your-privacy.

Cosa si rischia con il sexting?

Come già accennato prima, uno dei rischi importanti è che non si può più tornare indietro una volta spedita una foto. Tutte le immagini che spediamo sono, infatti, praticamente impossibili da eliminare in forma definitiva. Potrebbero essere state scaricate, girate ad altre persone, o addirittura utilizzate in seguito per “ricattare” la persona. Infatti, si diventa più esposti a parte di persone che ci vogliono fare del male (un ex partner, un collega, un cyberbullo, uno stalker o semplicemente un malvivente). Ai link http://www.generazioniconnesse.it/?s=59http://www.generazioniconnesse.it/index.php?s=68 potrete trovare maggiori informazioni sui rischi del sexting, dei consigli per prevenire delle problematiche e altri contenuti interessati, suddivisi in pagine destinate ai ragazzi ed ai genitori.

Hasinoff, nel suo libro Sexting Panic, propone un punto di vista diverso rispetto al sexting. Riferisce di evitare di demonizzare l’atto come segno di devianza e rivalutare l’idea che tutto ciò che sia digitale sia pubblico. Al link https://amyhasinoff.wordpress.com/book/ è possibile trovare la descrizione del suo libro.

Impariamo a fare sexting?

A dimostrazione di quanto il sexting sia percepito come un fenomeno sociale ormai cementato, appaiono anche “linee guida” su come farlo.

Aldilà dell’ironia che può suscitarci questo articolo, sicuramente potrebbe aiutarci a sdrammatizzare la situazione. Se consapevoli dei rischi che si corrono, la scelta di effettuare questa pratica può non essere sempre negativa. Ogni pratica sessuale, se scelta consapevolmente e non reca danno a nessuno, può, infatti, portare benefici incrementando il benessere sessuale.

 

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About Author

Psicologo, psicoterapeuta e consulente sessuale. Assegnista di ricerca presso Sapienza Università di Roma, Presidente della Associazione Educere e Vice-chair della Youth Initiative Committee della World Association for Sexual Health (WAS)".

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