Vigoressia. Il corpo che diventa corazza

0

La patologia della nostra era

Lloyd Spigola*

Vigoressia o Bigorexia o dismorfia muscolare. Recente patologia che contraddistingue sempre più la nostra epoca, caratterizzata da una ricerca ossessiva di determinati standard corporei. Al raggiungimento degli stessi vanno sgretolandosi e lasciano il posto a nuovi e sempre più difficili obbiettivi da raggiungere.  Definita patologia nel 1993 da Pope, è stata inserita nel DSM V, sotto il profilo del disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, all’interno della categoria dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Viene chiamata anche anoressia inversa, sia perché al contrario dell’anoressia colpisce maggiormente persone di sesso maschile, sia perché presenta un’alterazione della percezione della propria immagine corporea. Per raggiungere tali obiettivi la persona si sottopone ad allenamenti durissimi, trascorrendo ore ed ore in palestra, fino ad arrivare ad interrompere i rapporti sociali (soprattutto se lontani dal mondo del fitness), o all’assunzione di farmaci potenzialmente pericolosi per la salute.

Il sadomasochismo mutaforme

Come espresso nel libro La perversione sadomasochistica, l’oggetto e le teorie di De Masi, il sadomasochismo non è solamente una perversione sessuale ma una spinta di forze naturali che abitano l’individuo alla ricerca di una direzione. Queste possono mostrarsi più facilmente nell’atto sessuale, terreno appiattito dalla cultura.  Oggi succede sempre più spesso che l’impossibilità di vivere queste due forze nel rapporto con l’altro le costringa ad agire in modo centripeto, internamente all’individuo, come nell’attività agonistica esasperata:“ pompare i muscoli in palestra è come avere un orgasmo” (A. Schwarzenegger). Nello spingersi oltre i limiti, nello sfiancare il nostro corpo,  sia al livello psichico (rigonfiamento narcisistico) che biologico ( iperproduzione di endorfine), la sensazione di soddisfazione e benessere agisce come ricompensa e direziona il comportamento alla ricerca di un piacere hic et nunc.

L’Io liquido

La contrapposizione tra il nostro tempo, che vede la possibilità di trasformazione  sempre più radicale (sesso, religione, pelle, corpo), e l’era moderna che indagava la struttura dell’essere umano (cogito e ragione, corpo e anima) diventa sempre più evidente. Questo cambiamento di rotta porta con sé grandi possibilità ed enormi pericoli. Si diventa più fragili, l’Io diviene liquido e si direziona più facilmente nei canali ideali che gli vengono proposti, senza sapere dove arriverà e quale sia la sua direzione. Ecco che la ricerca di un corpo perfetto allontana l’angoscia e l’ideale appare come un porto sicuro, lontano dal mare in tempesta dell’inquietudine.

Einstein ci aveva avvertito: “La perfezione della tecnologia e la confusione degli obiettivi sembra caratterizzare la nostra epoca”. Lacan (2007) scherniva la supponenza identitaria dell’Io quando ci ricordava che non c’è più pazzo di un Io che vuole essere un Io, di un re che crede di essere un re.

Il narcisismo ipertrofico

Spesso la vita sembra metterci di fronte a situazioni nelle quali il nostro sentimento d’importanza e valore vacilla. La nostra autostima viene momentaneamente meno. Ed proprio in questi momenti che percepiamo che nella nostra parte più profonda qualcosa viene meno. Il nostro narcisismo viene ferito e sentiamo il bisogno incontrollabile di difenderci e di reagire.

Quando tali sensazioni diventano parte integrante del proprio essere, a tal punto che si fa fatica a riconoscersi in esse, il proprio Sé deve difendersi ancor più duramente. Lo stesso sentimento di identità si fa debole. La realtà diventa spaventosa, tanto da essere fuggita ad ogni costo e un ideale subentra al suo posto. L’identificazione permetterà di allontanare la percezione di angoscia.

Incidenza, diagnosi e terapia

Secondo le statistiche, il disturbo colpisce maggiormente individui di sesso maschile tra i 18 e 35 anni, nella maggior parte dei casi una volta  strutturato, questo tipo di comportamento può proseguire fino ai 70 anni e oltre. È quindi lecito pensare che sarà sempre più facile vedere persone colpite da questa disturbo anche in età avanzata.

Data l’effettiva difficoltà nel riconoscere questa patologia, per la diagnosi di vigoressia, oltre il DSM V,  proliferano sempre più manuali e test su internet. La terapia maggiormente utilizzata prevede un lavoro di equipe. Il coinvolgimento di  medici, psicologi e nutrizionisti garantisce infatti una maggiore possibilità di risoluzione del problema.

*Dottore in psicologia della devianza e sessuologia, Università degli studi dell’Aquila.

Non perdere il prossimo articolo Ortoressia. Cibo e ossessione

Riferimenti bibliografici

De Masi F. (2009). La perversione sadomasochistica. L’oggetto e le teorie. Universale Bollati Boringhieri:Torino.

De Pascalis P. (2013). Vigoressia. Quando il fitness diventa ossessione. Il pensiero scientifico: Roma.

Filippini R. (2006). Avventure e sventure del narcisismo. Volti maschere e specchi del dramma umano. Edizioni Giuseppe Laterza: Bari.

Recalcati M. (2013). Il vuoto e il resto. Il problema del reale in Jacques Lacan. Altro discorso Mimesis Edizioni: Milano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share.

About Author

Coordinatore del BART. Dottore in Psicologia clinica ad indirizzo criminologico, specializzata in psicologia giuridica ed in scienze forensi, analisi investigativa, intervento sulla scena del crimine e criminal profiling. Mi interesso di ricerca nell’ambito delle new addictions, del sexual offending e dell’impiego delle nuove tecnologie in ambito trattamentale.

Rispondi